Sabina De Luca, Capo del Dipartimento per le politiche di sviluppo e coesione economica, guida la delegazione delle amministrazioni centrali che da fine giugno a fine luglio terrà numerosi incontri sui territori del Mezzogiorno per la verifica dell’attuazione dei programmi delle politiche per la coesione, per individuare opportunità di riprogrammazione dei fondi ai fini di un uso efficace ed avviare così una riflessione sul prossimo ciclo di programmazione 2014-2020.

La delegazione incontrerà in ciascuna regione del Sud l’amministrazione regionale, le parti sociali, i rappresentanti del mondo produttivo, dei servizi e del Terzo Settore.

I tavoli tecnici hanno tre obiettivi:

  1. condividere con gli attuatori delle politiche – ma soprattutto con i soggetti cui queste sono destinate – la valutazione sull’attuazione, cioè sull’efficacia degli interventi effettuati e in ultima analisi sulla capacità della spesa pubblica aggiuntiva per la coesione di migliorare la qualità della vita dei cittadini e le condizioni operative delle imprese;
  2. valutare l’attuazione  del Piano di Azione Coesione, con il quale è stata avviata una significativa riprogrammazione dei fondi al Sud e verificare l’opportunità di eventuali ulteriori cambiamenti;
  3. avviare una riflessione congiunta sull’impostazione del prossimo ciclo di programmazione 2014-2020.

La delegazione è composta da funzionari del Dipartimento per le politiche di sviluppo e la coesione economica (DPS) e dal Dipartimento per la Programmazione Economica (DIPE) – entrambi in avvalimento al Ministro per la Coesione Territoriale, Fabrizio Barca, che coordina le politiche di coesione – insieme a rappresentanti del Ministero per le politiche agricole e forestali e del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

Pubblicheremo nelle giornate successive ad ogni incontro un breve resoconto dello stesso con link a documentazione ed allegati riguardanti i tremi trattati nei vari appuntamenti.

Gli incontri sul territorio tra delegati delle amministrazioni centrali dello Stato e soggetti locali capaci di rappresentare tanto l’amministrazione quanto il fitto tessuto sociale ed economico costituiscono un modello di programmazione condivisa necessario a costruire politiche consapevoli della domanda specifica che ogni luogo esprime, nel quadro di una strategia di utilità per l’intera collettività nazionale.